Insetti da Tappeto Erboso

Gli insetti parassiti dei tappeti erbosi appartengono a poche specie, circoscritte in 4 ordini diversi (Diptera, Coleoptera, Lepidoptera, Orthoptera), ma questi risultano estremamente pericolosi, soprattutto per tappeti erbosi di valore, ovvero dove sono richiesti alti standard qualitativi estetici e di uniformità, come i green dei campi da golf, dove il danno da insetti non può essere tollerato.

Il più delle volte, non è tanto l’insetto in sé a causare il danno per il tappeto erboso, ma bensì gli uccelli, che cibandosi degli insetti che vivono nel tappeto erboso, possono distruggere vaste aree di prato nella ricerca di cibo.

Allo stesso modo, altri animai come istrici, cinghiali e tassi, avendo una dieta insettivora possono causare danni sul tappeto erboso durante la ricerca di cibo.

Gli insetti parassiti del tappeto erboso si dividono in 4 gruppi:

Elenco Insetti Parassiti da Tappeto Erboso

  • Tipula oleracea (“Common” or Marsh crane fly)
  • Tipula paludosa (European crane fly)

Le due specie più dannose per il tappeto erboso dei tipulidi sono la Tipula oleracea e la Tipula paludosa. Tipicamente si vedono volare in primavera e in autunno. Le larve si presentano apode e aventi una singolare appendice, detto “processo retrattile”, all’estremità dell’addome (capo), caratteristica inequivocabile che aiuta molto nel riconoscimento della specie e a distinguerla dalle larve di lepidotteri nottuidi. Si nutrono di radici e tessuti vicini al colletto. Compiono il loro ciclo sia nella parte epigea che ipogea, anche se tendono a vivere una vita prevalentemente sotterranea. Questo rende molto difficile l’individuazione dell’insetto e di conseguenza la correlazione con il danno sul tappeto erboso. Top soil umidi sono ottimi per l’ovideposizione, tant’è che in suoli ottimali, la femmina di Tipula oleracea può ovideporre fino a 700 uova. Per questo, un tappeto erboso irrigato costantemente risulta essere un ottimo sito per questi ditteri.

CICLO BIOLOGICO DEI DITTERI TIPULIDI

Il ciclo biologico della Tipula oleracea e della Tipula paludosa si differenzia sostanzialmente per il numero di generazioni all’anno: la prima ha due generazioni mentre la seconda è monovoltina (una generazione/anno).

T. oleracea vola all’inizio dell’estate da aprile a giugno (picco maggio-giugno) e vi è una seconda generazione nella tarda estate da agosto a ottobre. Tipula paludosa compie una sola generazione l’anno. Entrambe svernano come larva.

Le larve di questi due Tipulidi si nutrono per la maggior parte durante la notte e durante il giorno rimangono nei primi 2,5 cm del top soil. Talvolta, durante le giornate calde o successivamente ad una pioggia, possono essere viste sulla superficie delle foglie che si nutrono.

DANNI

I danni possono essere di vario tipo, subordinati sia al comportamento delle larve sia ai predatori delle stesse. Le larve giovani indirizzano la loro attività trofica sui semi e sulle piantule nel corso della germinazione, perciò il danno consiste nella fallanza delle emergenze. Riconducibili a questa tipologia sono anche i danni causati dalle larve più grandi quando l’attività trofica si concentra sull’erosione del colletto e delle radici. Poiché una femmina può deporre uova fino a 1200 e spesso fino a 400 larve possono vivere in un metro quadro, gli attacchi di massa possono danneggiare seriamente il tappeto erboso. La Tipula paludosa è più dannosa in primavera, mentre la Tipula oleracea in autunno.  Il più delle volte, ci si accorge loro presenza solo a danno evidente avvenuto. Va da sé come, in corrispondenza di attacchi massicci, l’erba appaia rada e crivellata di fori.

CONTROLLO

Il controllo agronomico verterà su accorgimenti conoscendo le abitudini delle Tipule. Amando i top soil umidi quindi bisognerà interessarsi a rendere tale più drenante, inserendo anche sabbia silicea che, avendo struttura spigolosa, risulterà particolarmente sgradita alle larve.

  • Amphimallon solstitiale (Summer chafer)
  • Melolhonta melolhonta (White grub cockchafer)

 CICLO BIOLOGICO DEI COLEOTTERI SCARABEIDI

L’Amphimallon solstitiale è un coleottero che in forma adulta presenta dimensioni attorno ai 15 – 17 mm di lunghezza. Questo coleottero vola da giugno a luglio. È di abitudini crepuscolari, infatti nelle sere di fine primavera e inizio estate si vedono spesso volare quasi a rasoterra. Quelli che volano sono i maschi, mentre solitamente le femmine stanno aggrappate ai fili d’erba appese ad uno stelo d’erba ad attendere l’arrivo del partner.

L’accoppiamento avviene, di solito, con il maschio in groppa alla femmina che resta aggrappata ad un filo d’erba per tutta la durata di esso. Dopo l’accoppiamento, la femmina scava un buco nel terreno fondo 10-15 cm dove depone da 20 a 40 uova.

Gli adulti muoiono dopo una vita libera di circa un mese dove avranno speso tutte le energie accumulate nello stadio larvale, nella ricerca di un partner.

Gli adulti dei maggiolini, lunghi 20–30 mm, sono allungati e presentano elitre colore rosso-brunastro e protorace scuro (bruno-nerastro o verdastro). Il maggiolino è un insetto con ciclo poliennale in cui gli adulti (che vivono per 5-7 settimane) sfarfallano in primavera, a maggio (da cui il nome). Dopo circa 15 giorni dallo sfarfallamento si ha l’accoppiamento e l’ovideposizione che avviene nel terreno a circa 20 cm di profondità. Vengono deposte 60-80 uova, che si schiudono a 4-6 settimane dalla deposizione.

Le larve neonate iniziano la loro attività trofica sulle radici, specialmente quelle più tenere. Alla fine del I° anno, all’avvicinarsi dell’inverno, le larve si approfondiscono nel terreno e svernano; nella primavera successiva riprendono l’attività, trascorrendo tutto il II° anno allo stadio larvale. Nella primavera del IIIº anno le larve possono:

  • riprendere l’attività, come nel secondo anno, e quindi sfarfallare alla primavera del 4° anno.
  • impuparsi e sfarfallare nel maggio del 3° anno.

Il maggiolino, pertanto, completa il suo ciclo biologico in 3 o 4 anni solari (quindi 2-3 anni effettivi).

La larva, tipica di tutti gli scarabeidi (melolontoide), ha il corpo biancastro ripiegato a C e presenta le zampe a livello toracico (oligopode), mentre l’addome risulta molto sviluppato e caratterizzato dalla presenza di peli, caratteristica determinante per il riconoscimento della specie.

DANNI

Il danno risulta generalmente circoscritto ad una determinata area a causa dell’abitudine delle femmine di ovideporre tutte le uova nella medesima zona.

Le dimensioni della larva matura e soprattutto la sua voracità necessitano una certa attenzione nei tappeti erbosi di un certo pregio. In genere, il degrado riguarda tipicamente lo scorticamento dell’erba letteralmente azzerata a livello dell’apparato radicale.

In questo modo, anche grazie all’aiuto degli uccelli che predano le larve, il tappeto erboso si presenta sollevato, disidratato e secco.

CONTROLLO

La difficoltà nel controllo di questi coleotteri sta nella necessità di raggiungere la larva nel top soil, ovvero di riuscire a penetrare il feltro, che funge da stato di protezione per le larve.

Per questo, al di là dell’assenza di molecole e di prodotti omologati per la lotta chimica, gli insetticidi risultano poco efficaci su tutte le specie di coleotteri che vivono nel terreno.

Da preferirsi l’utilizzo di organismi ausiliari come i nematodi entomoparassiti in grado di trovare e parassitizzare le larve dei coleotteri scarabeidi.

  • Sphenophorus striatopunctatus (Billbugs spp.)

Insieme agli scarabeidi sono i coleotteri più pericolosi per il tappeto erboso. I curculionidi producono un danno quantitativamente maggiore interessando superfici più ampie e distribuite. Sono insetti facilmente riconoscibili perché in fase adulta frequentemente hanno un’appendice prontale (rostro) e antenne genicolate (forma di ginocchio). Larve biancastre, apode, grandi come grossi chicchi di riso o più, con il capo di color arancio/marrone. In ambito europeo, il più pericoloso è Sphenophorus striatopunctatus: l’adulto, lungo circa 7-8 mm, si presenta nero, con un rostro contenuto, liscio.

CICLO BIOLOGICO

Hanno solo una generazione all’anno. L’adulto svernante diventa attivo in primavera, si accoppia e le femmine depongono qualche decina di uova a livello delle guaine fogliari. Le larve fuoriuscite si trasferiscono nel top soil dove iniziano subito la loro attività trofica a spese degli apparati radicali dell’erba. Lo sviluppo avviene in circa 100 giorni, dopodiché si ha la fase di pupa e i nuovi adulti a partire da agosto.

DANNI

Il danno è tipico dello stadio larvale, cioè relativo allo scollamento del cotico erboso. Le piccole larve, spesso numerose (qualche decina per metro quadro), si nutrono delle radici dell’erba, con il conseguente distacco del tappeto erboso nelle zone dove le larve dell’insetto sono attive. Questo comporta l’impossibilità da parte dell’apparato radicale di assorbire acqua, che si traduce in un deperimento progressivo del tappeto erboso. Infatti, il primo sintomo visibile è l’ingiallimento del tappeto erboso, dovuto appunto all’azione trofica delle larve. Nella fase finale si assiste al disseccamento dell’erba e allo scotico completo.

CONTROLLO

Una delle forme di controllo attuabili con questi tipi di insetto è la scelta della specie che formerà il tappeto erboso.

Infatti, il coleottero risulta selettivo nella scelta dell’ospite, di norma preferisce la Poa pratensise il Lolium perenne.Infatti, in alcuni campi sportivi e fairway golfistici, la costituzione di tappeti erbosi con mix di Poa pratensis eLolium perenneha portato l’attacco e il susseguirsi di pullulazioni dei coleotteri negli anni successivi.

L’impiego di altre specie quali gramigna, agrostide o festuche permette di non subire attacchi al tappeto erboso.

Gli adulti si possono controllare limitandoli tramite insetticida . Allo stadio larvale, esistono prodotti chimici ma persiste sempre il problema del feltro e profondità azione. Si consigliano quindi nematodi entomoparassiti.

  • Gryllotalpa gryllotalpa (European mole cricket)

Le grillotalpe sono insetti appartenenti alla famiglia degli ortotteri di notevoli dimensioni (possono raggiungere i 6 cm di lunghezza), caratterizzati da antenne corte e da zampe posteriori fossorie (adatte a scavare).

Vivono esclusivamente nel terreno ed hanno una dieta fitofaga o zoofaga.

Gli adulti del Gryllotalpa gryllotalpa sono di colore bruno, con protorace molto sviluppato e zampe fossorie molto grandi: prediligono top soil umidi, ricchi di sostanza organica ma comunque sia sciolti, per la facoltà di muoversi nel terreno scavando gallerie.

La grillotalpa scava diversi tipi di gallerie a seconda dello stadio in cui si trova. Possiamo avere gallerie di dimora, di ovideposizione (le femmine sono molto fertili, possono ovideporre circa 200-300 uova/individuo) e infine, le più pericolose per il tappeto erboso, le gallerie di alimentazione.

CICLO BIOLOGICO

Le uova vengono deposte fino a tarda primavera nel nido sotterraneo nelle gallerie di ovideposizione.

Lo sviluppo embrionale dura circa 20 giorni con le neanidi gregarie che rimangono dentro al nido.

In autunno, la neanide raggiunge la III età e sverna.

Nell’estate successiva si avranno gli adulti, i quali, saranno i grado di riprodursi solamente al terzo anno di vita (una generazione ogni due anni).

La dieta, che pur essere zoofaga (si cibano anche dei giovani della loro specie), sono per lo più fitofagi di tessuti ipogei e i colletti delle piante.

DANNI

Le grillotalpe non causano danni al tappeto erboso a causa della propria attività trofica, ma a causa delle gallerie di alimentazione scavate a pochi centimetri sotto il suolo. Il risultato è una specie di aratura sotto superficiale, spesso devastante poiché legata al numero di individui per metro quadrato.

In caso di rigenerazioni o nuove semine, un attacco di grillotalpe compromette i germinelli fin da subito senza possibilità di crescita vegetativa.

CONTROLLO

In caso di piccoli attacchi il controllo è molto semplice quanto efficace. Si tratta di miscelare del sapone biodegradabile con dell’acqua versandola nella galleria di alimentazione. Dopo pochi minuti vedrete la grillotalpa uscire. In attacchi più estesi, quando questo metodo risulta dispersivo si può intervenire con i batteri, particolarmente efficaci, Bacillus gryllotalpae e Bacillus thuringiensis. Nel campo dei funghi il genere Trichoderma, con le specie Harzianum e Viride si sono dimostrati affidabili nel trattamento delle grillotalpe.

  • Agrostis ipsilon (Black cutworm)
  • Agrostis segetum (Turnip moth)

Queste due specie polifaghe di lepidotteri sono molto ben conosciute in agricoltura, infatti possono cibarsi di diverse colture come tabacco, cereali, barbabietole e, non ultimo, le graminacee del tappeto erboso.

CICLO BIOLOGICO

Il ciclo biologico delle due nottue è molto simile. Entrambe compiono generalmente due generazioni all’anno.

Gli adulti crepuscolari sfarfallano a primavera e le femmine depongono le uova sulle foglie e sul colletto delle plantule del tappeto erboso. Ogni femmina può ovideporre fino a 1000 uova e le larve fuoriuscite si nutrono inizialmente di tessuti circostanti (le larve sono molto simili nelle due specie).

A partire dalla seconda muta (terza e quarta età larvale) le larve scendono nel top soil e tendono ad alimentarsi solo di notte, risalendo verso la superficie: a questa fase sono imputabili i danni maggiori, laddove le larve si nutrono di radi e tessuti circostanti la corona. Molto tipica è l’abitudine a sfruttare i buchi della carotatura per raggiungere la superficie del tappeto erboso e cibarsi con l’erba vicina al foro.

Le crisalidi si formano nei primi centimetri di top soil al termine di un ciclo di circa 50 giorni per Agrosti ipsilon e di 140 per Agrostis segetum.

Lo svernamento può avvenire sia sotto forma di crisalide sia di larva.

DANNI

I danni sono correlabili all’attività trofica delle larve in corrispondenza delle foglie, corone e apparato radicale. Il danno più grave è chiaramente quello sulle corone, in quanto può comportare la perdita dell’intera pianta.

Nella pratica, è molto raro imbattersi in danni devastanti, e, anche in questo caso, sono gli uccelli predatori ad aggravare un danno che in sé per sé sarebbe molto relativo. In alcuni casi, per esempio green di alto pregio, i fori provocati dalle larve potrebbero non essere accettabili.

CONTROLLO

La presenza degli adulti può essere monitorata con trappole a feromoni anche se questo metodo risulta efficace per l’Agrostis segetum ma non per l’Agrostis ipsilon, a causa della sovrapposizione di individui stanziali e migranti.

La migliore pratica consiste nel monitoraggio costante del top soil e degli eventuali fori da parte degli uccelli, che rimangono il miglior campanello d’allarme per un attacco di nottue.