Malattie del Tappeto Erboso

I tappeti erbosi con una manutenzione intensiva sono spesso soggetti ad attacchi di malattie crittogamiche, ovvero malattie parassitarie dei vegetali causate da funghi di dimensioni microscopiche.

Per far si che un evento patologico si verifichi è necessario il concorso di almeno tre fattori: il patogeno deve essere virulento, la pianta ospite deve essere suscettibile e le condizioni ambientali devono essere favorevoli allo sviluppo del patogeno. Basta che manchi una sola di queste tre condizioni perché la malattia non si verifichi. Il concetto viene solitamente schematizzato attraverso il “triangolo della malattia”.

Anche un quarto fattore, il tempo, inteso come persistenza delle condizioni ambientali favorevoli all’attacco contribuisce a determinare la severità dell’attacco stesso e l’entità del danno a livello di popolazione di piante ospiti. In questo caso si parla di piramide della malattia.

Le condizioni che predispongono il tappeto erboso alle malattie crittogamiche includono per esempio il taglio basso, inadeguate o eccessive concimazioni azotate, irrigazioni troppo frequenti, feltro eccessivo, drenaggio insufficiente ed ombreggiamento.

Una corretta gestione agronomica del tappeto erboso riduce sensibilmente l’incidenza delle malattie, promuovendo una crescita vigorosa delle piante che sono quindi in grado di resistere meglio agli attacchi parassitari.

Tuttavia, una corretta gestione del tappeto erboso non sempre basta a prevenire attacchi indesiderati, che talvolta, possono causare danni eccessivi o portare addirittura alla morte del tappeto erboso.

L’uso coscienzioso dei prodotti fungicidi in concomitanza con l’implementazione di una migliore gestione culturale può essere parte di un programma di Difesa Integrata (IPM = Integrate Pest Management). 

La direttiva CE n.128 del 21/10/2009 definisce la Difesa integrata come “ l’attenta considerazione di tutti i metodi di protezione fitosanitaria disponibili e la conseguente integrazione di tutte le misure appropriate, volte a scoraggiare lo sviluppo di popolazioni di organismi nocivi e che mantengono l’uso dei prodotti fitosanitari e altre forme d’intervento a livelli che siano giustificati in termini economici ed ecologici, riducendo o minimizzando i rischi per la salute umana e per l’ambiente.”  

L’utilizzo di sistemi di Agricoltura di Precisione permette il monitoraggio (sistemi di allerta, previsione e diagnosi) dei parametri fondamentali per lo sviluppo di agenti parassitari.

In base ai risultati dei monitoraggi, gli addetti ai lavori e i professionisti del settore devono decidere se e quando applicare le adeguate misure di controllo. Valori soglia scientificamente attendibili e validi costituiscono elementi essenziali ai fini delle decisioni da prendere. Per gli agenti patogeni, i valori soglia definiti per ospite principale, areale, e condizioni climatiche devono essere presi in considerazione, prima dei trattamenti.

Questi sistemi sono volti alla prevenzione delle malattie crittogame su tappeti erbosi.

Una volta che il fungo si è insediato, l’unica soluzione rimane l’utilizzo di prodotti fitosanitari chimici.

Si tratta di prodotti che vanno usati facendo molta attenzione a rispettare il dosaggio indicato, in quanto potenzialmente tossici e nocivi per l’uomo e gli animali.

Si raccomanda di leggere attentamente quanto riportato sull’etichetta del prodotto prima dell’acquisto e prima di effettuare il trattamento.

Elenco Malattie Dei Tappeti Erbosi

Patogeno: Colletothrichum graminicola

Ospiti principali: Poa annua (Annual bluegrass); Agrostis stolonifera (Creeping bentgrass)

Periodo: Primavera-Estate

Parte attaccata: Lamina fogliare (Antracnosi fogliare), Corona (Antracnosi basale)

L’antracnosi è una malattia particolarmente presente in quelle zone caratterizzate da clima continentale.

Il fattore favorevole per lo sviluppo di questa malattia è l’alternanza di freddo intenso e caldo umido. In primavera, in seguito ad un inverno particolarmente freddo, il fungo diviene infettivo. Infatti, durante la fase fredda, esso è rimasto nel feltro come saprofita o nei tessuti precedentemente infettati.

Esistono, però, forme adattate ai climi freddi, tant’è che la Poa annua può essere soggetta ad attacchi di antracnosi durante tutto l’anno.

Sintomi:

I sintomi compaiono in estate come chiazze irregolari di erba ingiallita, con un viraggio progressivo verso un colore bronzeo.

Le dimensioni variano a seconda dello stadio della malattia stessa: all’inizio della comparsa, le chiazze possono avere dimensioni ridotte e ricordare bruciature da concime granulare, però, con il passare del tempo queste possono unirsi fino a formare macchie irregolari superiori ai 50 cm ed infine coprire vaste aree, determinando un degrado generalizzato.

A livello microscopico, si hanno delle lesioni fogliari di colore giallo-marrone che possono successivamente interessare tutta la lamina fogliare: a questo punto risultano visibili i corpi fruttiferi (acervuli) del fungo.

Cause e fattori di insorgenza:

  • Compattamento del top soil
  • Carenza o eccesso di concimazione azotata
  • Ristagno idrico ed igrometrico

Patogeno: Rhizoctonia solani

Ospiti principali: Agrostis stolonifera (Creeping bentgrass), Festuca arundinacea(Tall fescue), Lolium perenne (Perennial ryegrass), Poa annua (Annual bluegrass), Poa pratensis (Kentucky bluegrass)

Periodo: Tarda primavera-estate

Parte attaccata: Radici e/o foglie

Il Brown patch è una delle malattie più comuni nei climi europei, soprattutto in zone con climi continentali.

Si tratta di una malattia tipica estiva. L’infezione si origina in corrispondenza di picchi di innalzamenti termici tipici della tarda primavera-inizio estate. Il tempo che intercorre tra l’inizio dell’infezione e la comparsa dei primi sintomi è molto breve. L’infettività del fungo cresce esponenzialmente con le temperature fino a raggiungere il picco quando la temperatura dell’aria si aggira sui 30°C.

Le temperature notturne giocano un ruolo fondamentale nel decorso di questa malattia. Quando queste raggiungono valori superiori ai 20°C, l’infezione diventa molto aggressiva e, dapprima vengono colpiti i tessuti basali (radici e corone in primis) segue infine la parte epigea della pianta.

Sintomi:

La malattia si presenta sotto forma di chiazze molto regolari di colore marrone con un diametro medio di circa 20cm, talvolta il diametro può arrivare fino ad 1 metro.

La chiazza appare in generale marcescente (malattia litica). Nelle prime ore del mattino o in presenza di umidità elevata si può notare facilmente il micelio del fungo, spesso concentrato nell’alone esterno della chiazza.

A livello macroscopico, le radici appaiono imbrunite e affette da marciume, lo stesso dicasi per le lamine fogliari sulle quali non si evidenziano particolari necrosi, essendo anch’esse interessate nel complesso da ingiallimenti e imbrunimenti diffusi.

L’altezza di taglio determina la definizione della chiazza di Brown patch. Su un campo di calcio tagliato a 2,5 cm le macchie appariranno più generalizzate e meno definite, mentre, su un green da golf, la definizione sarà maggiore.

Cause e fattori di insorgenza:

  • Temperature comprese tra 23-32 °C
  • Eccessivo feltro (parassita facoltativo)
  • Ridotti scambi gassosi nel top soil
  • Eccesso di concimazione azotata

Patogeno: Gloeocercospora sorghi

Ospiti principali: Agrostis spp. (Bentgrass spp.)

Periodo: Tarda primavera-estate

Parte attaccata: Foglie

Sintomi:

Il “Copper spot” è una malattia che colpisce prevalentemente Agrostis spp. e si sviluppa durante i periodi caldo-umidi. Come implica il nome, la malattia si manifesta sotto forma di piccoli “spot”, con un diametro solitamente inferiore ai 7 cm di color rame o salmone. Sulla foglia si possono notare delle lesioni che possono successivamente congiungersi sull’intera lamina fogliare.

Cause e fattori di insorgenza:

Con temperature intorno ai 20-23°C ed elevata umidità le foglie si ricoprono di micelio e piccole fruttificazioni che contengono i conidi (fungo imperfetto).

  • Eccesso di concimazione azotata
  • Irrigazioni abbondanti

Patogeno: Pythium, RhizoctoniaFusarium spp.

Ospiti principali: Agrostis spp. (Bentgrass spp.), Poa spp. (Bluegrasses), Festuca spp. (Fescues), Loilium spp. (Ryegrasses)

Periodo: Tardo autunno-Inverno

Parte attaccata: Semi o piante in emergenza

Sintomi:

Il “Damping-off” è una malattia delle plantule (piantine appena germinate) che può svilupparsi prima o dopo l’emergenza delle piantine di tappeto erboso. Se i semi sono infetti prima dell’emergenza, si ha la formazione di chiazze nel letto di semina dovuta alla morte non uniforme di semi e plantule.

Se il patogeno è attivo l’emergenza e la crescita delle plantule sono molto lente e si può verificare la totale distruzione dell’area seminata anche grazie all’attacco di parassiti secondari. 

Quando la malattia si sviluppa dopo l’emergenza, le plantule si presentano inizialmente flaccide e contorte, mostrando i sintomi dell’avvizzimento. Successivamente le plantule continuano a deperire, diventando di colore scuro, fino alla morte delle stesse. Il “damping-off” si sviluppa inizialmente in punti localizzati, ma la malattia si diffonde rapidamente per tutta l’area seminata. Si possono osservare ciuffi di micelio nelle zone colpite quando le foglie sono bagnate.

Cause e fattori di insorgenza:

Questi patogeni sono molto attivi in condizioni di umidità e con temperature comprese tra i 4°C e i 15 °C, soprattutto in tardo autunno (sono molto attivi nelle trasemine invernali).

  • Scarso contatto tra suolo e seme
  • Profondità di semina eccessiva
  • Dosi di semina eccessive
  • Alti livelli di azoto
  • Irrigazioni eccessive

Patogeno: Sclerotinia homeocarpa

Ospiti principali: Tutte le specie (all species)

Periodo: Tarda primavera – tardo autunno

Parte attaccata: Foglie

Il “Dollar spot” è senza dubbio una malattia molto importante per il tappeto erboso, sia in senso quantitativo, cioè per la frequenza di casi registrabili nei climi italiani, sia per la qualità del danno provocato. Quindi, questa malattia risulta un problema sia per il numero di infezioni nell’arco dell’anno sia per il danno generato da ogni singolo attacco.

Si tratta di una malattia tipica dei periodi di mezzo, presente in tarda primavera ed in tardo autunno anche se non sono rari i casi di infezione in piena estate o autunno inoltrato.

Il “Dollar spot” è una malattia necrotica, che, con la produzione di tossine avvelenano la pianta a vari livelli.

Sintomi:

Sui putting green dei campi da golf, il “Dollar spot” compare come una chiazza circolare delle dimensioni di una moneta (da qui il nome dollar spot), non più larga di 5 cm. Sui tappeti erbosi, tagliati regolarmente ad un’altezza superiore a 1,5 cm le macchie possono unirsi fino a formare chiazze molto grandi e di forma irregolare.

Il patogeno causa dapprima una clorosi sulla lamina fogliare della pianta, la lesione è caratteristicamente limitata da un margine bruno-rossastro. L’infezione generalmente si estende su tutta la foglia. In presenza di rugiada, nelle prime ore del mattino, si può notare la presenza del micelio di colore bianco, simile ad una ragnatela. Questo sintomo può essere facilmente confuso con il micelio di Pythium spp.

Cause e fattori di insorgenza:

Il periodo di attività è compreso tra la tarda primavera e il tardo autunno con un range di temperature che va dai 15°C ai 30°C, con alte probabilità di attacco tra i 21°C e i 28°C.

Per la crescita del fungo è richiesta un’umidità elevata. Elevate possibilità di infestazioni si verificano quando il tappeto erboso è umido ma il terreno risulta secco (notti fresche e rugiada mattutina)

  • Elevata umidità
  • Disseccamento superficiale terreno (azione limitante per i batteri antagonisti)
  • Carenza di azoto

Patogeno: un complesso di funghi basidiomiceti (Marasmius sp.;Lycoperdon sp.; Chlorophyllum sp.; Lepiota sp. Etc. etc.)

Ospiti principali: Tutte le specie (all species)

Periodo: Tutto l’anno

In questo caso, non si tratta di una malattia: i funghi coinvolti non sono assolutamente patogeni, si tratta di basidiomiceti, funghi superiori, specializzati nella degradazione della sostanza organica; la loro sopravvivenza e il loro sviluppo si basano sulla presenza di materiale organico dalla cui degradazione essi traggono il necessario.

Il problema legato all’attività del fungo consiste nella disidratazione del top soil e il conseguente disseccamento del tappeto erboso.

Il micelio, crea un rivestimento organico sulle singole particelle di sabbia, e concorre all’idrorepellenza del top soil, assorbendo gran parte dell’acqua apportata sia dalla pioggia che dall’irrigazione.

Sintomi:

Il sintomo del “Fairy ring” è inequivocabile: si tratta di anelli, di medie o grandi dimensioni (fino a 10m), di colore verde intenso e con una crescita più veloce a causa dell’azoto prodotto dal metabolismo del fungo e che il tappeto erboso sfrutta per la propria nutrizione. Internamente a questo cerchio si può sviluppare un secondo anello concentrico di erba morta. Talvolta, internamente all’anello d erba morta, è possibile la differenziazione di una seconda zona di erba soggetta a maggiore crescita.

La diagnosi sintomatica può risultare complessa laddove non si evidenzi il cerchio completo ma solamente delle porzioni più o meno definite.

Cause e fattori di insorgenza:

  • Eccessivo feltro
  • Pendenze
  • Compattamento
  • Ridotta omogeneità nella distribuzione dell’acqua

Patogeno: Pyricularia grisea

Ospiti principali: Lolium perenne (Perennial ryegrass), Festuca arundinacea (Tall fescue), Stenothaphrum secundatum (St. Augustinegrass).

Periodo: Luglio, Agosto, Settembre

Parte attaccata: Foglie, Corona

La “Gray Leaf Spot” è una malattia di recente diffusione in Europa. Mentre in anni passati si erano registrati casi sporadici, oggi il patogeno si sta manifestando più spesso e più aggressivo. Per quanto riguarda il clima italiano, la malattia riguarda principalmente il Lolium perenne ed in seconda istanza la Festuca arundinacea.

Anche per questa malattia è importante la quantità di feltro presente, ma è noto che nel caso del loietto, specie notoriamente cespitosa, il problema del feltro non sussiste. Per questo, nelle fasi sfavorevoli, il fungo predilige le parti basali della pianta presso le quali sverna.

Con i primi innalzamenti termici, inizia l’infezione ad opera di conidi portate sui rami conidiofori a forma di pera (da qui deriva il nome Pyricularia).

Per gli impianti sportivi o per i tappeti erbosi ricreativi ad alto contenuto di Lolium perenne, il problema riguarda quindi la fase estiva e il periodo delle trasemine di tarda estate. Poiché la malattia si sviluppa sull’apparato epigeo della pianta, le necrosi, riducendo l’integrità della lamina fogliare e quindi il processo fotosintetico, possono provocare forti perdite di soluzione idrica dalla pianta, che a causa di questo stress, può dissecarsi completamente e morire.

Sintomi:

Sulle lamine fogliari sono facilmente riconoscibili delle piccole necrosi grigie circondate da un alone di colore marrone, spesso a sua volta da un altro anello di tessuto clorotico. Le necrosi, possono confluire e portare ad un degrado complessivo della foglia.

La malattia può essere confusa con il “Brown blight”, ma la particolarità della necrosi e il periodo di sviluppo permettono di distinguere le due malattie.

Il fungo può raggiungere livelli epidemici importanti in corrispondenza di temperature (26-32°C) e umidità elevate.

Cause e fattori di insorgenza:

  • Eccessivo feltro
  • Alte temperature (26-32°C)
  • Elevata umidità

Patogeno: Typhula incarnata,Thypula ishikariensis

Ospiti principali: Agrostis spp. (Bentgrass spp.), Poa spp. (Bluegrasses), Festuca spp. (Fescues), Loilium spp. (Ryegrasses)

Periodo: Inverno

Parte attaccata: Foglie

Spesso si è portati a credere che le basse temperature invernali limitino l’attività delle malattie fungine sui prati, ma non è assolutamente così. Il prato naturale infatti può essere colpito da funghi che si sviluppano a basse temperature come Typhula incarnata e Typhula ishikariensis (temperatura ottimale tra 0 e 4 °C), basidiomiceti responsabili del “marciume grigio delle nevi”

Sintomi:

I sintomi di questa malattia compaiono sul prato allo scioglimento della neve con macchie circolari di dimensioni variabili, da pochi cm di diametro fino anche ad un metro, di colore giallo chiaro, paglia o marrone. Alla morte dell’erba le foglie assumono colore bianco-argentato e appaiono fragili e incrostate sulle macchie.

Spesso muoiono solo le foglie, quindi con la ripresa primaverile si ha nuovo ricaccio di culmi e solo in casi molto gravi ed in ottimali condizioni di sviluppo del fungo il tappeto deperisce completamente.

Il patogeno sopravvive sotto forma di sclerozi durante l’estate e nel corso dell’autunno, quando gli sclerozi rimangono esposti all’umidità e a temperature fresche (temperatura ottimale da 10 a 18 °C) si hanno le migliori condizioni per la germinazione.

Il fungo può infettare le foglie mentre queste sono ancora ricoperte dalla neve e gli sclerozi successivamente prodotti ricadono sul terreno in primavera quando si ha la disgregazione e la decomposizione del materiale vegetale infettato (foglie o tessuti della corona). Pertanto, in condizioni favorevoli la malattia può ripresentarsi di anno in anno.

I danni maggiori sui prati si verificano in presenza di spessa coltre nevosa e/o pesante pacciamatura su tappeto erboso umido e non gelato, perché il fungo si sviluppa bene in corrispondenza di temperature appena superiori al punto di congelamento (1-2 °C).

Cause e fattori di insorgenza:

  • Eccessive concimazioni autunnali
  • Feltro

Elmintosporiosi (Bipolarisspp., Drechslera spp.)

Nel gruppo delle elmintosporiosi sono raggruppate alcune malattie ascrivibili all’agente causale del genere Helmintosporium spp.  Ad oggi, pur essendo cambiato l’inquadramento tassonomico di queste malattie, per semplice uso e consuetudine degli addetti ai lavori, si continua a parlare di Elmintosporiosi. Nello specifico, ci si riferisce a singole patologie, che pur avendo molte caratteristiche in comune, come tali devono essere descritte.

a) MELTING OUT

Patogeno: Drechslera poae
Ospiti principali: Poa pratensis (Kentucky bluegrass)
Periodo: Primavera-autunno
Parte attaccata: Radici, corone

L’agente causale di questa malattia è un fungo specializzato nell’infezione esclusiva della Poa pratensis. E’ doveroso sottolineare che negli anni sono state condotte molte ricerche per la selezione di varietà resistenti alle elmintosporiosi. Dalla Merion, prima varietà a mostrare resistenza alla malattia, sono state introdotte altre varietà più o meno resistenti alla malattia, per esempio : Adelphi, Bristol, Destiny, Eclipse, Enmundi, Glade, Ikone, Liberty, Majestic, Mona, P-104, Rugby, and Somerset.

Sintomi:
Si tratta di una malattia necrotica. I primi sintomi compaiono come piccole necrosi sulle foglie, che, con il progresso dell’infezione si estende alla corona successivamente alle radici.

A livello macroscopico, l’aspetto del tappeto erboso è quello di un degrado generale e diffuso senza sintomi patognomonici.  I tappeto erboso perde progressivamente colore, virando dal verde al giallo o al marrone, a seconda del livello azotato del substrato al momento dell’infezione. Con l’ulteriore sviluppo della malattia, il prato appare diradato con erba secca (effetto paglia).

Cause e fattori di insorgenza:

  • Temperature fresche (10-20 °C)
  • Umidità elevata

b) LEAF SPOT

Patogeno: Bipolaris sorokiniana
Ospiti principali: Poa pratensis (Kentucky bluegrass), Lolium perenne (Perennial ryegrass); Festucaspp. (Fescues); Cynodon dactylon (Bermudagrass)
Periodo: Primavera-autunno
Parte attaccata: Radici, corone

Il Leaf spot è una malattia legata alle alte temperature. A livello epidemiologico segue il Melting out. A 20 °C si ha la temperatura adeguata per un primo sviluppo della malattia. In seguito, con l’innalzamento della temperatura si ha una progressione dell’intensità della malattia. Anche il Leaf spot, sembra essere influenzato da una alternanza secco e umido,

Sintomi:

Si tratta di una malattia necrotica (crescita intracellulare del micelio e/o produzione di tossine con danni alla permeabilità della membrana -> Rapida necrosi dei tessuti colonizzati).

I primi sintomi visibili sono delle piccole necrosi fogliari, che successivamente, con il progredire della malattia, vanno ad interessare vaste zone della lamina, con conseguente ingiallimento ed imbrunimento dei tessuti. Il fenomeno può riguardare anche le corone e le radici, ma con temperature superiori ai 30 °C.

Cause e fattori di insorgenza:

  • Temperature superiori ai 20°C
  • Alternanza secco-umido 

Patogeno: Microdochium nivale

Ospiti principali: Agrostis stolonifera (Creeping bentgrass), Poa annua (Annual bluegrass) Poa Pratensis (Kentucky bluegrass), Festuca spp. (Fine fescues), Loiliumperenne (Perennial ryegrass)

Periodo: Inverno (novembre-aprile)

Parte attaccata: Foglie

In Europa, è la peggiore crittogama invernale da tappeto erboso, A questo genere di malattia sono ascrivibili fenomeni patologici di natura litica, con abbondante presenza di tessuti marcescenti.

Un errore che viene fatto molto frequentemente è quello di associare la comparsa della malattia alla presenza di neve. Diversamente, la malattia può svilupparsi anche in totale assenza di precipitazioni nevose, soprattutto in pianura.

I sintomi possono rendersi visibili già in fase autunnale, a seconda della latitudine, a partire da soglie termiche intorno ai 15°C, ma è tra 0-10°C che il danno può essere devastante. Sotto gli 0°C non si hanno sintomi apprezzabili.

Dunque, la malattia, trova le migliori condizioni con inverni non propriamente freddi e con una umidità relativa molto elevata.

La neve, agendo da coibente termico, fa sì che la temperatura non scenda mai sotto valori he possano limitare l’azione del patogeno.

La vulnerabilità del tappeto erboso durante la fase invernale può favorire il patogeno.

Sintomi:

I sintomi sono riferibili alla presenza di chiazze di piccole e medie dimensioni (Ø≃10 cm), tipicamente marcescenti con un colore imbrunito, marrone grigiastro.

Molto frequentemente, in condizioni di elevata umidità, è facilmente riscontrabile la presenza di micelio cotonoso, rosato-grigiastro (da cui deriva anche il nome), concentrato soprattutto sul bordo della chiazza.

 Cause e fattori di insorgenza:

  • Temperature comprese tra 0-15°C
  • Elevati livelli di concimazione azotata in autunno
  • Umidità elevata
  • Alternanza gelo, disgelo, coltri nevose, nebbie e piogge leggere favoriscono la diffusione del fungo

Patogeno: Leptosphaeria korrae

Ospiti principali: Poa Pratensis (Kentucky bluegrass), Poa annua (Annual bluegrass)

Periodo: Primavera – Autunno

Parte attaccata: Radici

Il “Necrotic ring spot” è una tra le malattie più pericolose per le poaceae, Poa pratensis e annua in particolare.

Si tratta di una malattia legata a temperature medio-basse e umidità relativa elevata durante le quali il patogeno attacca i tessuti dell’ospite, soprattutto l’apparto radicale.

La Leptosphaeria korrae è un parassita facoltativo e quindi gran parte della sua sopravvivenza è dovuta alla presenza di sostanza organica in decomposizione (feltro) dove poter svolgere la propria attività saprofitaria.

Sintomi:

I sintomi sono inizialmente riferibili a decolorazioni della poa con un viraggio di colore verso il giallo-rossastro. Nel tempo compaiono alcune alonature che possono convergere sino a formare dei cerchi completi in cui l’erba appare secca e con carenze nutrizionali.

Con il progredire della malattia, le chiazze possono presentarsi come dei semplici anelli in cui, per sviluppo centrifugo del fungo e resilienza della pianta, il centro può anche tornare verde e sano.

Cause e fattori di insorgenza:

  • Alta umidità relativa
  • Ristagni idrici
  • Carenze nutrizionali
  • Scarsa ossigenazione del top soil

Patogeno: Blumeria graminis (Erysiphe graminis)

Ospiti principali: Poa Pratensis (Kentucky bluegrass), Festuca spp. (Fine fescues), Loiliumperenne (Perennial ryegrass)

Periodo: Primavera – Autunno

Parte attaccata: Foglie

Il mal bianco delle graminacee è una malattia che si manifesta principalmente in primavera e in autunno, quando le temperature sono comprese tra i 15 e i 22°C ed una umidità relativa elevata.

Questo patogeno non necessità di veli d’acqua per il proprio spostamento; le piogge abbondanti provocano il dilavamento dei miceli dalle foglie.

Sintomi:

La prima manifestazione della malattia è dovuta alla comparsa di un micelio molto fine sulle lamine e guaine fogliai, che successivamente si accresce fino a ricoprire tutta la superficie vegetale.

Il micelio conferisce alla superficie vegetale una colorazione bianco-grigiastra ed un aspetto polverulento-cotonoso molto caratteristico di questa malattia.

Il patogeno inizia ad attaccare prima le foglie più vecchie e basse. Ad infestazione avanzata, il colore del micelio tende a scurire verso il giallo, poi marrone, con la conseguente morte dei tessuti.

Cause e fattori di insorgenza:

  • Temperature fresche (15-22°C) e clima umido
  • I danni maggiori si verificano in zone ombreggiate e con limitata circolazione di aria.

Patogeno: Pythium spp.

Ospiti principali: Agrostis stolonifera (Creeping bentgrass), Poa annua (Annual bluegrass) Poa Pratensis(Kentucky bluegrass), Festuca spp. (Fine fescues), Loiliumperenne (Perennial ryegrass)

Periodo: Estate

Parte attaccata: Foglie

Il pythium blight è da sempre considerato una delle peggiori malattie riscontrabili su un tappeto erboso e questo è dovuto ad alcuni motivi precisi:

  • Rapidità di sviluppo della malattia: in poche ore il danno può risultare eccezionalmente vasto.
  • Intensità dell’infezione: tante piccole macchie che si uniscono molto velocemente formando estese aree di tappeto erboso degradato.

Inoltre, in molti casi, si ha la morte delle parti di tappeto erboso colpite.

Si tratta di una malattia tipicamente estiva: Temperatura ed umidità elevate sono alla base di una possibile epidemia, ma, un altro fattore da considerare è il periodo di bagnatura fogliare (periodo in cui la foglia rimane coperta dall’acqua).

Questo perché le spore del patogeno, sono dotate di flagelli, strutture atte al movimento in un sottile velo d’acqua. Di conseguenza, l’irrigazione e quindi la bagnatura fogliare, svolgono un ruolo cruciale nello sviluppo dell’infezione.

Il patogeno risulta particolarmente attivo quando la massima supera i 30 °C e la minima i 21°C per almeno 2-3 giorni consecutivi.

Sintomi:

I primi sintomi visibili della malattia su tappeti erbosi tagliati molto bassi sono delle piccole chiazze circolari (Ø=2-5 cm).  Su tappeti erbosi tagliati ad altezze più alte la forma della chiazza risulta essere più grande con una forma irregolare. Le foglie all’interno della chiazza appaiono imbibite di acqua e di colore bronzo-scuro, che con il progredire dell’infezione assumono una colorazione marrone-rossa. Con il progredire dell’infezione le chiazze si allargano fino a toccarsi e formare una vasta area irregolare di tappeto erboso morto (si tratta di una malattia litica, caratterizzata dalla formazione di marciumi)

Spesso queste aree si formano in zone più umide del tappeto erboso o dove ci sono ristagni idrici. L’infezione può essere propagata anche dalle macchine da taglio. Infatti, le ferite provocate dalla lama di taglio lasciano una facile via di penetrazione al patogeno. 

Cause e fattori di insorgenza:

  • Clima caldo umido (≃30-35°C) con notti calde (T°<21°C)
  • Umidità atmosferica elevata, ma anche del terreno e del feltro
  • Ristagni idrici
  • Altezza di taglio bassa
  • Alti livelli di concimazione azotata
  • pH del terreno tendenzialmente alcalino

Patogeno: Pythium spp.

Ospiti principali: Agrostis stolonifera (Creeping bentgrass), Cynodon dactylon (Bermudagrass), Poa annua (Annual bluegrass)

Periodo: Dalla primavera all’autunno

Parte attaccata: Foglie

Questa malattia è spesso associata ai green golfistici, specialmente su campi che hanno meno di 10 anni dalla data di costruzione.
Il patogeno infetta le radici delle piante durante la primavera e l’autunno riducendo la capacità di assorbimento di acqua e sostanze nutritive.
Il patogeno può attaccare le piante quando la temperatura del suolo (≃5 cm di profondità) è compresa tra i 12 e i 24 °C, anche se i sintomi possono essere visibili anche un mese dopo, durante l’estate.

Sintomi:

I primi sintomi visibili della malattia sono delle chiazze circolari con un diametro che va dai 4 ai 16 cm. Nelle zone infette il tappeto erboso appare di colore giallastro, mostrando segni di disseccamento e di carenza di elementi nutritivi. Queste aree, con il progredire della malattia, tendono ad ingrandirsi fino a formare macchie irregolari di 16-50 cm di diametro. Le aree colpite rallentano la propria crescita vegetativa e virano colore diventando arancioni. Il progredire della malattia porterà alla morte i tessuti e quindi le piante.

Le radici infette sono di colore marrone chiaro e prive di peli radicali. Questo fa sì che la sabbia cada facilmente dalle radici durante l’esame di un campione di suolo, aiutando gli addetti ai lavori nella diagnosi della malattia.

Cause e fattori di insorgenza:

  • Altezza di taglio bassa
  • Top soil ricco di sostanza organica
  • Top soil con contenuto idrico elevato
  • Scarsa ossigenazione del top soil
  • Ristagni idrici
  • Scarsa concimazione azotata 

Patogeno: Laetisaria fuciformis

Ospiti principali: Agrostis stolonifera (Creeping bentgrass), Poa annua (Annual bluegrass) Poa Pratensis (Kentucky bluegrass), Festuca spp. (Fine fescues), Loiliumperenne (Perennial ryegrass)

Periodo: Dalla primavera all’autunno

Parte attaccata: Foglie

Il “Filo rosso” non deve essere considerata per la gravità dei suoi attacchi, in quanto sulla maggior parte dei tappeti erbosi non risulta irreversibile, ma deve essere considerata dannosa a livello estetico e quindi pericolosa nei tappeti erbosi che richiedono alti standard qualitativi estetici.

La Laetisaria fuciformis è un fungo ben adattato alle medio-basse temperature e ad alti livelli di umidità relativa trovando nella primavera e nell’autunno le migliori condizioni ambientali per la propria diffusione.

La malattia colpisce soprattutto i tappeti erbosi con un deficit nutritivo, con uno sviluppo vegetativo lento (Stress o T° basse) e tipicamente in zone marginali come rough golfistici o dove il livello di manutenzione è minimo. Le temperature ottimali per lo sviluppo della malattia sono comprese tra 15 e 21°C anche se la malattia può colpire durante tutto l’anno, ma l’attacco è severo solo per pochi mesi.

Un elemento chiave è il contenuto di azoto nei tessuti.

Un basso livello di azoto nei tessuti favorisce l’inizio dell’infezione

Sintomi:

I sintomi sono molto facili da riconoscere, grazie al caratteristico colore rosso corallo del micelio sulle lamine fogliari. In presenza di umidità elevata, il micelio rimane spesso e grossolano, ma, in fase di disseccamento tende ad assomigliare ad un filo.

Le chiazze circolari o irregolari possono avere un diametro che va dai 5 ai 50cm di diametro che possono successivamente unirsi conferendo un aspetto di degrado generale del prato.

Cause e fattori di insorgenza:

  • Basse temperature
  • Siccità
  • Carenze nutritive (N, P, K, Ca)
  • Cultivar suscettibili
  • Feltro

Patogeno: Puccinia spp.

Ospiti principali: Poa annua (Annual bluegrass) Poa Pratensis (Kentucky bluegrass), Festuca spp. (Fine fescues), Loilium perenne (Perennial ryegrass), Cynodon dactylon (Bermudagrass), Zoysia spp. (Zoysiagrass).

Periodo: Primavera – Autunno

Parte attaccata: Foglie

Pur essendo un gruppo di funghi molto importanti e molto dannosi in agricoltura, risulta, all’atto pratico, molto raro imbattersi in tappeti erbosi attaccati da ruggini.
Questa malattia riguarda tappeti erbosi con un livello manutentivo molto basso, con una gestione del taglio infrequente e con altezze di taglio alte.
Le ruggini sono tipicamente riferibili a temperature fresche e fredde.

Esistono diverse specie di ruggine, ognuna delle quali è associata esclusivamente al proprio ospite.

RUGGINEPATOGENOOSPITE
Stem rustPuccinia graminisPoa pratensis
Crown rustPuccinia coronataLolium perenne, Festuca arundinacea
Bermuda rustPuccinia cynodontisCynodon dactylon
Zoysia rustPuccinia zoysiaZoysia spp.

Sintomi:

A livello macroscopico, il tappeto erboso appare di un aspetto giallo-arancione (ruggine) dell’erba.

Sulla foglia e/o sui culmi sono presenti delle piccole lentiggini di colore giallo-arancione, le uredospore, che fuoriescono dall’epidermide delle lamine fogliari.

Al tatto, le uredospore sembrano polvere di ruggine, tant’è che strofinando la lamina fogliare con le dita, questa aderisce alle mani.

Cause e fattori di insorgenza:

  • Bassi livelli di azoto nel terreno
  • Tagli infrequenti
  • Altezza di taglio elevata
  • Cultivar suscettibili

Patogeno: Physarumspp., Fuligo spp.

Ospiti principali: Tutte le specie

Periodo: Tutto l’anno

Parte attaccata: Nessuna

Gli “Slime molds” sono diversi dalla maggior parte degli agenti patogeni del tappeto erboso in quanto non infettano direttamente la pianta. Infatti, questo gruppo di organismi si nutre di microrganismi e sostanza organica in decomposizione; l’unico danno che l’erba può subire è una temporanea decolorazione causata della mancanza di luce dovuta da una ridotta attività fotosintetica. Questo fungo può presentarsi tutto l’anno (periodi di gelo esclusi) in concomitanza di prolungata piovosità o elevata umidità e caldo. I patogeni migrano sulle superfici delle foglie del tappeto erboso dove iniziano l’infezione e la successiva diffusione; si sviluppa rapidamente (solitamente nell’arco di una notte) per poi scomparire nel giro di un paio di giorni e può assumere diverse colorazioni che vanno dal viola, al bianco, al giallo, al grigio e all’arancio.

Sintomi:

Le lamine fogliari e la superficie del terreno possono essere ricoperte dal micelio del fungo. In pochi giorni, il micelio assume colorazioni diverse (generalmente di colore grigio o blu). Le aree interessate possono variare da 2 a 60 cm, con forme regolari che vanno dagli anelli alle strisce oppure forme irregolari. Di solito si riproduce nel solito posto tutti gli anni.

Si sviluppa in condizioni di elevata umidità del terreno e dell’aria, spesso con tempo nuvoloso.

I sintomi spariscono entro una settimana. Normalmente non è necessario intervenire ma volendo è possibile rimuovere le spore con un getto d’acqua, spazzolandole con una scopa o semplicemente tagliando il prato.

Patogeno: Leptosphaeria korrae, Leptosphaeria narmari, Gaeumannomyces graminis, Ophiospharella herpotricha.

Ospiti principali: Cynodon dactylon (Bermudagrass), Zoysia spp. (Zoysiagrass).

Periodo: Primavera – Estate

Parte attaccata: Radici e colletto

Lo SDS è da sempre una delle peggiori malattie che colpisce la gramigna. In questo caso non si tratta di un solo agente patogeno, ma di un complesso patologico derivante dall’azione congiunta e/o in sequenza di più organismi fungini, che attaccando le radici delle piante, colonizzano l’ospite.

I funghi attaccano la gramigna durante l’estate. In seguito all’infezione e alla successiva colonizzazione dell’ospite, quest’ultimo deperisce, senza morire: Il freddo è la causa finale della morte della gramigna ormai già debilitata da tempo dai funghi.

Sintomi:

I sintomi della malattia appaiono inevitabilmente alla ripresa vegetativa. In tappeti erbosi di gramigna, che non vengono traseminati durante l’inverno, sono molto riconoscibili delle chiazze di grosse dimensioni (Ø≃30cm) in cui la gramigna è morta.

Se si analizzano i primi centimetri di top soil si trovano i rizomi morti e marcescenti. All’interno delle chiazze possono trovarsi delle piante infestanti come Poa annua o dicotiledoni a foglia larga, del tutto insensibili ai funghi.

Di solito il recupero dell’area danneggiata avviene in tempi lunghi, legati alla colonizzazione dell’area morta da parte degli stoloni delle piante di gramigna adiacenti.

Cause e fattori di insorgenza:

  • Feltro eccessivo
  • Concimazioni azotate in fase tardo estiva

Patogeno: Magnaporthe poae

Ospiti principali: Poa spp. (Bluegrasses) Festuca spp. (Fescues)

Periodo: Primavera – Estate

Parte attaccata: Radici e colletto

Gli agenti causali del fenomeno sono comprendenti organismi particolarmente attivi in presenza di temperature medio-calde (21-35°C) con un’alta umidità relativa. Praticamente, la loro presenza è riscontrabile a partire dalla tarda primavera sino all’autunno.
La sensibilità delle poe va correlata, almeno in teoria, a stati di stress coincidenti con la dormienza estiva e con squilibri idrici (eccessi o carenze), nutrizionali, nonché con pratiche colturali esasperate (tagli ad altezze basse).

I sintomi sono più evidenti quando per circa 7-14 giorni si verificano temperature elevate (>27°C) e un’umidità relativa alta.

Sintomi:

All’inizio della primavera compaiono delle macchie circolari di pochi cm di diametro che possono raggiungere al massimo 30 cm. Con il susseguirsi delle condizioni favorevoli le chiazze si espandono assumendo un aspetto irregolare. Le zone colpite ingialliscono rapidamente, soprattutto durante l’estate.

Cause e fattori di insorgenza:

  • Irrigazioni leggere e frequenti
  • Concimazioni azotate eccessive
  • Altezza di taglio bassa

Patogeno: Rhizoctonia cerealis

Ospiti principali: Agrostis stolonifera (Creeping bentgrass), Festuca arundinacea (Tall fescue), Lolium perenne (Perennial ryegrass), Poa annua ( Annual bluegrass), Poa pratensis (Kentucky bluegrass)

Periodo: Tardo autunno-Inverno

Parte attaccata: Foglie

Molto meno importante del “Brown patch”, la “Yellow patch” è una malattia tipicamente tardo-autunno-invernale che riguarda le stesse specie da tappeto erboso colpite da Rhizoctonia solani. Tant’è che in inglese, la “Yellow patch” viene anche chiamata “Low temperature Brown patch”.

Infatti, la principale differenza tra le due malattie è la diversa epoca di sviluppo.

Anche in questo caso, si tratta di funghi saprofiti in grado di captare i segnali di stress provenienti dalle piante e diventare di conseguenza parassiti delle stesse.

Lo “Yellow patch” può diventare epidemico con temperature <10°C e umidità relativa molto elevata.

In linea generale, si può affermare che rispetto al “Brown patch”, questa malattia determina danni più severi sul genere Poa e le macchie sono comunemente di dimensioni più ridotte.

Sintomi:

Chiazze simili a quelle del “Brown patch” ma di dimensioni più ridotte, spesso caratterizzate dalla presenza di un anello esterno giallo chiaro.

Diversamente dal “Brown patch”, il centro delle chiazze non degenera totalmente e l’erba appare degradata solo a livello superficiale, per questo spesso, la malattia non viene tratta con fitofarmaci.

Cause e fattori di insorgenza:

  • Temperature comprese tra 8-20°C
  • Eccessivo feltro (parassita facoltativo)
  • Ridotti scambi gassosi nel top soil
  • Eccesso di concimazione azotata

Patogeno: Sclerophtora macrospora

Ospiti principali: Agrostis stolonifera (Creeping bentgrass), Lolium perenne (Perennial ryegrass), Poa annua (Annual bluegrass), Poa pratensis (Kentucky bluegrass)

Periodo: Primavera – Autunno

Parte attaccata: Foglie

Questa malattia, conosciuta come Downy Mildew (Peronospora dei prati), si manifesta in periodi freschi e con un’alta umidità relativa. Il patogeno attacca la lamina fogliare delle piante. L’effetto macroscopico è un tappeto erboso ingiallito a macchia di leopardo per tutto il tappeto erboso. Lo “Yellow tuft” rimane legata ad una suscettibilità varietale delle varie specie e rimane attiva fino a tarda primavera.

Sintomi:

I primi sintomi consistono in una crescita stentata con ispessimento e allargamento delle lamine fogliari ma senza decolorazione.

Se l’infezione è grave, compaiono sul tappeto erboso delle piccole chiazze (Ø=1-10 cm). Le dimensioni delle chiazze possono variare a seconda dell’ospite colpito.

Ogni chiazza mostra un addensamento di culmi giallastri (dovuti ad un eccessivo accestimento) che presentano poche radici (le piante si estirpano con facilità perché l’apparato radicale è molto ridotto).

I sintomi appaiono più evidenti nella tarda primavera (primi caldi) ed in autunno e compaiono per prime nelle aree poco drenate.

Se il tappeto è posto su un terreno con una alta ritenzione idrica, si può avere la morte del tappeto erboso durante periodi particolarmente caldi e secchi.

Cause e fattori di insorgenza:

  • Scarso drenaggio
  • Ristagno idrico
  • Condizioni di stress